Confessioni di una disordinata pentita

Sguardo di malcelata disapprovazionePerfino il gatto ne ha paura

Lo spunto arriva da tulimami.com , il blog di Anna Pozzan dedicato al diy e handmade.
Anna ha lanciato un  simpatico contest a tema IL DISORDINE, il #cinderellacontest. Una bella idea, perchè penso che anche la donna più precisetta del mondo, nasconda in
macchina incarti vuoti di crackers e briciole a gogo.
Leggendo il post di Anna, la mia attenzione si è catalizzata su di una frase: ‘Cara tu, che con multiforme ingegno espandi il tuo disordine fino ad occupare tutto lo spazio disponibile (come me)’.
Ho pensato: ‘cara Tuli allora non sono sola.’ E quindi ti dedico il mio coming out.

CONFESSIONI DI UNA DISORDINATA PENTITA.

I disordinati sono delle vittime.
In ufficio mi scaricano di tutto sulla scrivania, approfittando del fatto che tanto non me ne accorgo. A casa possono buttarmi via qualsiasi orpello ritenuto inutile, per lo stesso motivo. Prima di capire se qualcosa manca, è già passato il camion dei rifiuti a ritirare il sacco.
Io non sono una disordinata felice del suo casino. Io non dico ‘nel mio disordine trovo tutto’. Io ci sto male. Vengo da una stirpe di rassettatori integerrimi. Ho un fratello che scheda le scatole di scarpe in un foglio excel e una mamma che etichetta pure la cassetta del gatto.

Il mio disordine NON è uno state of mind. Anzi. La mia mente è ossessivamente tesa a riordinare qualsiasi pensiero. Nella testa io ho una serie di liste di cose da fare, da pensare, da organizzare, da pagare. Tutte archiviate perfettamente in cartelline colorate, in ordine di importanza e di scadenza, tutte con il loro bravo segno di spunta a fianco. Perchè di suo, il mio cervello è ossessivo-compulsivo. Sistema tutto in file ordinate. Un’organizzazione razional-militare.
Però poi, nel passaggio tra la mente ed il corpo, succede qualcosa, un filo staccato, la pigrizia leonina che prende il sopravvento .. non lo so. Ed ecco IL CAOS.
Tutto quello che ho in mente non si traduce in ‘facciamo ordine’ ma in ‘dove l’ho messo?’
Le bollette passano dalla cassetta delle lettere al cassettino della macchina. Le scarpe vengono abbandonate al loro destino (e al rosicchio del cane) davanti alla scarpiera. I fogli di appunti invadono lo scaffale dei CD. In giro per casa trovo 14 accendini scarichi e mai uno dal quale esca del fuoco.

ecomostro

L’ecomostro della camera da letto

Ho provato a leggere il libro ‘Il magico potere del riordino’ della Kondo. Ho perso pure quello sotto un mucchio di vestiti appoggiati sulla cassapanca.
Ecco i vestiti. Ho già parlato di LUI in un altro post  : LUI è  il mio armadio. Soprannominato ECOMOSTRO perchè è la quintessenza del mio abbruttimento.
La scusa dichiarata è di avere poco spazio. Anche se il rapporto armadi miei vs. armadi del fidanzato è 2:1.
Sogno una cabina armadio come quella di Carrie Bradshaw. No, non lo sgabuzzino vista bagno. Quella del film, gigante e con la moquette. Ma riuscirei a incasinare pure quella.

Domenica scorsa avevo deciso di dare una bella riordinata approfittando del fatto che necessitavo fare cambio vestiti inverno/estate. Ho guardato l’armadio, il mucchio di vestiti sul letto. Ho fatto un gran sospiro. E sono uscita a pulire le grondaie del terrazzo a mani nude.

Se Nietzsche aveva ragione quando ha detto che ‘solo chi ha il caos dentro di se può generare una stella danzante’, la mia stella sta ballando la Macarena sotto il sole dei Caraibi.
AIUTO.

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3 Comments on Confessioni di una disordinata pentita

  1. grazie. soprattutto da parte del gatto. lui il mio dramma non lo capisce, e io subisco il suo rimprovero.

  2. ahhhahhhhhaaaa! santa Paleocapa sto morendo dal ridere! IO, io che sono un pò maniaca, di quelle con scrivania in ordine, auto &bollette in ordine, capricorno disciplinato con tutto “allineato e coperto”…CONFESSO…ho un armadio che è un delirio…ah il mio si chiama THEBLACKHOLE….(vergogna…estrema vergogna…)

    • su su su dai, niente vergogna! partecipa al #cinderellacontest! ci sono dei ricchi premi e cotillon in palio! come dice il proverbio? ‘vergogna condivisa è fortuna arrisa!’ (me lo sono inventato al momento)

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